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Una settimana senza Varenne. Toniatti (ANACT): «Attenti ai suoi nipoti, la sua onda lunga continuerà nel trotto mondiale»

August 26, 2026Pablo Navarro3 мин

Roberto Toniatti Giacometti, presidente dell'Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Trottatore (ANACT) dal 2022, è una figura di spicco nell'allevamento italiano, noto per i suoi campioni "Jet". La sua passione per l'ippica è nata quasi per caso, portandolo a diventare un punto di riferimento nel settore. Come il compianto Enzo Giordano, storico proprietario di Varenne, che investì nel campione in un mondo a lui nuovo, dimostrando come la passione possa sbocciare da incontri inaspettati. Giordano, da neofita, acquistò un cavallo capace di vincere milioni in pista e in razza.

L'unica asta italiana di puledri da trotto si terrà il 6 e 7 settembre a Busto Arsizio, offrendo soggetti con diverse genealogie e prezzi, ognuno con la potenziale promessa di diventare un futuro campione, magari un nuovo Varenne.

Toniatti ha un legame personale con Varenne, avendolo tentato di acquistare in due occasioni. Il primo tentativo nel 1999, quando Varenne dominava in Italia ma non era ancora un fenomeno mondiale. Durante un pranzo con Enzo Giordano, suo padre offrì una cifra considerevole per il 50% di Varenne, con l'obiettivo di farlo stallone. La risposta di Giordano fu un'offerta di cinque miliardi di lire per la metà, ritenuta troppo alta. Il giorno dopo, la facile vittoria di Varenne nel Triossi fece intuire a Toniatti un futuro rimpianto, presto confermato dalle successive conquiste mondiali del cavallo.

Toniatti ci riprovò tre anni dopo, nel 2002, all'inizio della stagione dei record, ma senza successo. Il suo interesse per Varenne non era solo legato alle sue imprese in pista, ma soprattutto alla sua genealogia. "Un motivo fondamentale era che nel suo pedigree c’era quello che ritengo il capostipite dell’allevamento italiano moderno, Sharif di Jesolo, che era suo nonno. E Sharif era stato di nostra proprietà. Avevamo intuito che Varenne potesse essere il grande continuatore e, a posteriori, possiamo dire che non ci sbagliavamo", spiega Toniatti. Varenne ha rappresentato un'epoca anche nell'allevamento, producendo eccellenti cavalli in Italia e all'estero, con un impatto significativo sullo Stud Book italiano per oltre 25 anni.

L'eredità di Varenne continua a influenzare l'allevamento italiano, creando un "onda lunga" che si è diffusa in tutto il mondo del trotto. Toniatti sottolinea come questa influenza sia destinata a perdurare, citando come esempio i primi due classificati nell'Hambletonian di quest'anno, entrambi con Varenne nel loro pedigree, e stalloni come Tactical Landing, molto utilizzato in Francia.

La domanda se potrà nascere un altro Varenne è inevitabile, specialmente ora. Nell'allevamento, tuttavia, il tempo opera diversamente; le risposte non sono immediate. "Nei cavalli nessuno può gridare vittoria dopo un mese, un giorno o un anno. Uno stallone non si giudica dalla prima annata. Poi ci sono i casi ad ampio respiro e Varenne sta avendo un impatto immenso nell’onda lunga di tutte le genealogie del mondo", afferma Toniatti.

La sua storia come riproduttore continua, entrando in una nuova fase. "Mi aspetto di vedere grandi risultati anche nelle generazioni successive. Del resto, Varenne è il nipote di Sharif, e allora attenti ai suoi nipoti ancor più che ai suoi figli", conclude Toniatti, una frase che ben rappresenta la visione futura dell'allevamento italiano.

In vista delle aste, quando allevatori e operatori cercheranno il campione di domani, la storia di Varenne acquista un significato tangibile. Ogni catalogo rappresenta un insieme di potenzialità, ogni puledro una combinazione in attesa di essere validata dalla pista.

Nessuno può prevedere se nascerà un altro Varenne, né è giusto imporre a un cavallo non ancora nato un'eredità così grande. Ma l'allevamento prospera proprio grazie a questo: selezionare, investire, attendere, sbagliare, ricominciare e mantenere la speranza che il prossimo grande campione sia in arrivo. Varenne non correrà più, ma il suo sangue ha ancora molta strada da percorrere.